Antonio Panzera - Giuliano di Lecce, Puglia, Italy

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Antonio Panzera

Personalità Giulianesi



LA PERSONALITÀ E LA STATURA POLITICA DI ANTONIO PANZERA (1825 - 1886)
di Anna Panzera







Antonio Panzera
In una splendida giornata di maggio, un turista con macchina fotografica e guida sotto il braccio, si avventura per il centro storico di Lecce. Mentre percorre via G. Palmieri, si imbatte in una piazzetta con delle palme altissime e, seminascosto dagli alberi, intravede un busto marmoreo, quello di Antonio Panzera. Incuriosito, l’uomo si guarda intorno e chiede chi sia il personaggio scolpito ad un giovane passante, ma questi gli sorride, si stringe nelle spalle e con passo rapido si allontana.
Un giovane di Giuliano non si sarebbe comportato diversamente e, proprio perchè la memoria storica di Antonio Panzera non vada perduta anche nel suo paese d’origine, ho ritenuto opportuno accettare l’invito di Don Rocco a tratteggiare la figura del mio bìsnonno, mettendo in luce la sua formazione culturale, il suo impegno di pubblico amministratore e di uomo politico.


1. I PANZERA DI GIULIANO.

Giacomo Arditi (1815 -1881) nella sua celebre “Corografia fisica e storica della Prov. di Terra d’Otranto”, quando parla di Giuliano e delle persone che "Vi ebbero culla e nome onorato”, ricorda anche Giuseppe Panzera come “gentiluomo debitamente reputato, per probità, pratica di affari, e per cognizioni di legge; morto verso il 1851. Fù padre dei miei gentilissimi amici Onorevole Antonio, ora Deputato al Parlamento Italiano, e Giovanni..."

Secondo una tradizione di famiglia, nel XV sec. si stabilì in Giuliano il Dottor in Legge D. Pietro Angelo Panzera (morto intorno al 1451), originario, con molta probabilità dell’antica città di Leuca. Sin dal ‘600 la famiglia Panzera viveva “more nobilium” e godeva di numerosi benefici, tra cui quello di “frangere e molire”, che erano diritti di quei tempi riservatì al solo barone. E i trappeti e i mulini dei Panzera in Giuliano hanno conservato sino al 1915 Io stemma della famiglia, su cui era impresso il “millesimo 1635”. Nel corso dei secc. i Panzera si distinsero per la ricchezza e per la cultura, e molti di loro divennero Dottori in “Utroque” e in Medicina, Sacerdoti e Letterati, come D. Cherubino, autore di un celebre “Quaresimale” e D. Giovanni.
I Panzera, inoltre, si imparentarono con le famiglie più in vista di Terra d’Otranto, dai Rianò, ai Caputo, ai Pizzolante, ai Fuortes, ai Lopez Y Royo e ai De Pace di Gallipoli ... E, proprio da D. Giuseppe e da D. Anna Maria De Pace, sorella del padre della famosa patriota salentina Antonietta, nacque in Giuliano il 25 febbr. 1825 Antonio Panzera.

2. FORMAZIONE CULTURALE E PRIMO APPROCCIO CON LA POLITICA.

Il 1825 e gli anni immediatamente successivi furono per il Regno delle Due Sicilie e per la Terra d'Otranto, soprattutto sotto l'Indipendenza di Ferdinando Cito, anni di dura Restaurazione, ma furono anche anni di speranze, anni in cui gli spiriti più liberi sognavano un'Italia unita, indipendentemente...
Antonio Panzera sentì certamente il richiamo di quell’anelito di libertà, mentre, giovanissimo, dipingeva sulle pareti del suo palazzo semplici scene di caccia e di ispirazione biblica, che sino a non molti anni fa era ancora possibile ammirare. Apparteneva, però, ad una famiglia molto benestante e, secondo gli usi del tempo, lasciò Giuliano per studiare a Lecce, presso i Gesuiti.
A ventun’anni, dopo aver conseguito la Laurea in Legge, sposò D. Giuseppe Cosma de’ Conti Zurlo e si stabilì definitivamente in Lecce alla via Palmieri, senza mai dimenticare la sua terra d’origine, dove si trovavano anche  motissime delle sue innumerevoli proprietà.
Intanto Terra d’Otranto seguiva le sorti del Regno delle due Sicilie e nel 1860, in piena spedizione dei Mille, Antonio Panzera diede prova di fede liberale, partecipando con entusiasmo al movimento risorgimentale e divenendo Capitano delle Guardie Nazionali. Un giornale locale del tempo, “Il Dittatore”. ci dice: “Fu ammirevole la solerzia degli Uffiziali tra i quali si distinse il sig. Panzera, che come Capitano volle partecipare ai sudori del soldato. Egli premurato dai commilitoni a montare in carrozza si ricusò dicendo che era codardia non marciare alla loro testa".
Questo episodio mette in luce alcune delle qualità predominanti del Panzera e cioè la semplicità e la modestia, virtù caratteristica di quest'uomo che fu uno dei protagonisti più stimati della vita politica del suo tempo.

3. IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA E IL DEPUTATO.

Nel 1864, ad Unificazione avvenuta, Antonio Panzera fu nominato Tesoriere dell’Associazione Unitaria Costituzionale Italiana di Lecce, voluta e sostenuta dal Duca Sigismondo Castromediano. In seguito, ricoprì più volte la carica di Consigliere Comunale. di Consigliere Provinciale e di Presidente della Provincia di Terra d’Otranto. Per le elezioni politiche del 1870 la sua candidatura, tra le file degli uomini della Destra Storica si risolse in una schiacciante vittoria sul candidato della Sinistra e, come afferma - M.V. Rizzo in "Storia di Lecce dall’Unità al Secondo dopoguerra” (Bari, Ed. Laterza, 1992), il cav. Panzera “... diventò una figura emblematica ..., il rappresentante più volte richiesto dall’opinione politica..."
Da un documento autografo apprendiamo che nel 1873 Antonio Panzera chiese ai suoi amici “piena e illimitata fiducia pel corso di un anno, per regolare ... il Partito Liberale Moderato” e gli uomini più illustri del Salento (Duca S. Castromediano, 5. Grande, E. Lupinacci, A. Paladini ecc.) gliel’accordarono, certi  dell’onestà e della rettitudine morale che egli aveva sempre dimostrato.
Deputato per Lecce al Parlamento, nel 1880 fu eletto anche per il Collegio di Tricase. Ricopri, quindi, la carica per quattro Legislature (11a - 14a), cioè dal 1870 al 1886.
Fu uomo della Destra Liberale, ma, moralmente integro, votò con la Sinistra leggi progressiste, come quella sulla riforma della legge elettorale e quella per l’abolizione dell’odiosa tassa sul macinato. Dopo la caduta del suo Partito, seguì B. Cairoli nelle file dell’opposizione alla politica trasformista di A. De. Pretis. Fu, quindi, avversario politico del Deputato leccese Gaetano Brunetti, ma lo appoggiò “con premura nel progetto di prosciugamento e ricostruzione del Porto Adriano di 5. Cataldo, dando prova di un bello esempio nel sentimento di fare il bene della patria cofmune", come dice l’Arditi nella sua Corografia...

4. IL SINDACO

Antonio Panzera, in seguito alle dimissioni del sindaco, Ing. Antonino Guariglia, e in qualità di Consigliere anziano, assunse le funzioni di Sindaco di Lecce dal 07 agosto 1884 al settembre del 1885. Fu quello l’anno in cui una terribile epidemia di colera mietè vittime in tutto il Regno e l’Amministrazione dell’On. Panzera istituì una Commissione Sanitaria e provvide al processo di ristrutturazione dei servizi igienici (cfr. G. Pasimeni in "Storia di Lecce..., op. cit., p. 313). Il Sindaco, per attenuare il pericolo del contagio e malgrado le forti pressioni dei cittadini, che volevano assolutamente celebrare la festa di S. Oronzo, chiuse le porte della città ed i leccesi finirono col capire la sua sollecitudine e ricordarono simpaticamente l’episodio con il detto popolare: “Durante lu colera lu Sindacu Panzera ha chiusu la città. Ricciu ricciu e lari rulì”.

5. LA SCOMPARSA

Alla sua morte, avvenuta in Lecce il 09 ott. 1886, Antonio Panzera ebbe (come riportano i giornali dell’epoca e da una pergamena redatta intorno al 1915 da D. Carlo, figlio del Cav. Antonio) “... onoranza da Re, e fu lutto per tutta la Provincia ... Alla Commemorazione che di lui si fece nella tornata del 23 nov. 1886 in Parlamento, il Presidente della Camera dei Deputati, S.E. Biancheri tra l’altro disse: -Di modi gentili, squisitamente distinti, A. Panzera associava all’eloquenza della mente una rara bontà d’animo. ... Dal cuore, che in lui primeggiava, traeva i più nobili sentimenti ed ogni virtù di abnegazione e di sacrifizio ... Affabile con tutti e sommamente benevolo, egli non ebbe un pensiero che non fosse indirizzato al bene altrui e al bene pubblico-..."
Antonio Panzera fu commemorato largamente in Consiglio Provinciale, che deliberò l’abbrunamento per un mese del banco della Presidenza e la posa nell’Aula Consiliare di un suo ritratto ad olio, commissionato all’artista leccese Eugenio Maccagnani. Il Municipio di Lecce commemorò il Sindaco Panzera il 13 ott.. 1886, deliberando “ricordi marmorei” ed imponendo il nome di lui alla piazzetta antistante il suo palazzo. La città, infine, lo ricordò solennemente il 7 nov. 1886 nel Politeama, dove parlò l’On. Nicotera e l’illustre Francesco Rubichi. Fu in quell’occasione che sul prospetto del palazzo Panzera di via Palmieri fu scoperta una lapide in cui, tra l’altro, si legge:

“Antonio Panzera ... la vita dei tempi nuovi
seguì animoso
Al comune bene prodigandosi
Per civile e cavalleresche virtù
Trionfando delle gare di parte
Gli stessi avversari
converse in amici..."


Non è, allora, inutile retorica affermare che oggi e, forse, soprattutto OGGI, Giuliano può essere orgogliosa d’aver dato i natali ad Antonio Panzera, che dedicò alla politica la parte migliore di sé e che T. Sarti, il biografo dei Deputati Italiani, potè definire “integerrimo sotto ogni aspetto”. Il tratto più significativo di Antonio Panzera fu, però, la generosità; una generosità che lo portò ad elargire a piene mani i suoi beni ai meno fortunati, e giustamente l’immaginario collettivo, come recitano i versi del suo contemporaneo F. Marangi (Gamiran), potè chiamarlo: “ ...


"...Tata de li nfelici e prutettore
De li ppressi, pueredhi e spenturali,
Idhu riccu e putente, idhu signore,
Tutti trattò alla paru e comu frati..."


art. pubblicato su:"LA CAMPANA DEL VILLAGGIO" ediz. 29.6.95
"STORIA"

Libro degli OSPITI


 
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2 commenti
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